Lo stafilococco aureo: sintomi, cause e terapia

By at 29 aprile, 2013, 1:23 pm

Lo stafilococco aureo è un battere che si insedia, in particolare, nelle mucose nasofaringee e nella cute. Il battere può colonizzare infatti naso, gola, tonsille, ma anche altri tessuti e apparati, facendo sorgere infezioni di vario genere, e deve il suo nome alla colorazione che lo caratterizza.

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In condizioni normali, lo stafilococco aureo colonizza alcuni tessuti, ma senza arrecare gravi rischi, perché l’organismo riesce a controllarlo, ma in altri casi può scatenare un’infezione perché le difese del sistema immunitario sono meno attive quindi il battere ha piena libertà di azione.

Tra le aree più colpite dal microrganismo c’è anche la pelle, ed ancora le ghiandole, l’apparato scheletrico, quello respiratorio, le vie urinarie ed in alcuni casi persino il sistema nervoso centrale. L’infezione può essere trasmessa sia per via diretta sia per via indiretta: nel primo caso, il canale di contagio del battere sono le goccioline di saliva; invece il contagio indiretto può avvenire attraverso le mani della persona infetta ma anche tramite gli alimenti contaminati. Si suggerisce quindi di fare particolare attenzione all’igiene personale e degli alimenti, soprattutto durante la gravidanza.

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I sintomi dell’infezione si manifesta sulla pelle attraverso la presenza di foruncoli e piaghe infette, se invece lo stafilococco aureo colpisce l’apparato gastrointestinale a causa dell’ingerimento di cibo contaminato i sintomi più frequenti sono: nausea, vomito, diarrea e crampi allo stomaco.

Per diagnosticare la presenza di un’infezione da stafilococco aureo bisogna sottoporsi ad alcuni esami specifici che variano in base all’area interessata dal battere quali: il tampone faringeo, l’esame delle urine e delle feci; inoltre per identificare il tipo di battere e la sua capacità di resistenza agli antibiotici e la conseguente terapia da seguire si consiglia un esame specifico: l’antibiogramma.





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